20/11/2011

Identità in progress

"Non ti riconosco più!"- è una cosa che ho pensato spesso riguardo a molta gente che mi stava accanto. 

L'ho sempre accettato! Credo sia necessario evolversi negli anni per stare alla pari con le proprie situazioni ed i propri sentimenti! 

Ciò che trovo assurdo e riprovevole è mostrarsi diversi in base all'interlocutore che si ha dinanzi. Di quanta poca personalità dispone chi lascia che siano gli eventi a decidere per sè? Di quanta poca autostima dispone chi rinuncia alle scelte?

Forse l'origine della personalità multipla è dovuto al fatto che ci si è relazionati con gli altri prima di iniziare a comunicare con se stessi.

Alla domanda "Cosa ti piace?"- la maggior parte della gente "dai molti poli" risponderebbe: "Non lo so! Per me è indifferente! Va bene quello che dici/fai/vuoi tu!"

Quanto mi urta la gente apparentemente permissiva: la gente che non si assume mai le proprie responsabilità eppure si viene a rifornire nel mio stesso paniere.

E quanto è vana e vile la vita degli uomini in plastilina! Sicuramente è molto faticosa: adattarsi ai gusti del mercato, sposare la teoria "copernicana" di turno senza accertarne la fondatezza, accettare dogmaticamente l'esistenza di "nuovi mondi" mai visitati, ecc.

E' vero! L'identità, scusate il gioco di parole, è un'entità mutevole che si complica nel tempo perché si nutre continuamente di conoscenza e di esperienze quotidiane. Ma non dovrebbe impoverirsi! Dovrebbe lasciar cadere le paure puerili legate al vissuto breve dell'infanzia ma non può rinunciare alle proprie credenze incamerate nel corso della vita: non può farlo se prima di impossessarsene ha cercato di confutarle senza successo ed è pervenuto alla consacrazione della loro fondatezza.

Ci sono troppe bandiere che sventolano la propria faccia guardando contemporaneamente a realtà contrastanti! Molto probabilmente la incoerenza è frutto della poca importanza che si dà a se stessi e alla propria vita. Sicuramente la mancanza di continuità è necessaria per garantire il progresso, in senso lato, delle cose ma andando a rimuovere sempre i capisaldi della nostra esistenza non si perverrà mai a nulla, perchè potremo registrare solo un'inevitabile involuzione.

Siamo come massi che andrebbero modellati dal tempo ma purtroppo c'è chi continua a scanzarsi quando inizia a soffiare il vento delle risposte mature. Così facendo si condanna ad essere vittima dei capricci del tempo e delle sue intemperie.

Si diventa o meglio si resta poco interessanti perchè non si ha nulla di nuovo da raccontare. Certo si hanno meno probabilità di sbagliare ma ci si condanna ad avere una identità omologata al mondo convenzionale, e la cosa più grave è che spesso se ne ignorano le ragioni.

L'identità chiede di essere plasmata secondo i nostri gusti e le nostre scelte, di portarsi addosso le cicatrici dei nostri drammi, di esprimersi con gli occhi vivi, di indagare gli eventi, di rinnegare le idee precostruite e di ideare nuove teorie basate su principi già convalidati.

Anche oggi porterò a spasso la mia identità: lascierò che il vento del cambiamento porti via con sè le paure che ancora non mi permettono di spiccare il volo con le ali spianate. 

Anche oggi parlerò con me stessa: mi interrogherò sui dubbi che mi assalgono quando sono in compagnia del silenzio.

Anche oggi mi lascerò attraversare dai sogni: farò sì che le sane illusioni mi strappino qualche sorriso ingenuo e che disegnino percorsi più o meno valicabili.

Anche oggi farò la conta di ciò che resta: inizierò da me stessa e rinuncerò all'idea che esiste tutto ciò che vorrei, perchè il vero merita di essere percepito con i sensi.

Anche oggi mi rallegrerò: riderò delle pene che mi sono autoinflitta quando volevo imporre a tutti i costi la mia identità dinanzi alla gente che vuol essere banale.

Ormai ho abbandonato per sempre le città di Sodoma e di Gomorra e non intendo voltarmi indietro, come fece la moglie di Lot, e trasformarmi inesorabilmentre in una statua di sale destinata solo a sgretolarsi nel corso del tempo.