24/10/2011
Il direttore Moscow
Era una giornata tiepida di giugno e c'era molto vento a Sibari. Cristina era lì per partecipare alle nozze della sua cara amica Sandra. Aveva deciso solo all'ultimo di esserci.
Cristina era una ragazza comune, per niente avvezza alle ufficializzazioni, una di quelle donne abituate a nascondere la propria estetica ed anzi quasi dedita alla propria devastazione fisica.
Non amava sentirsi addosso lo sguardo della gente e allora si lasciava andare nel vestire, esagerava col cibo, si nascondeva spesso dietro una montatura oscena di occhiali in celluloide nera o dietro un taglio di capelli maschile.
Eppure non era brutta. Aveva una grazia che nulla poteva occultare. Una delicatezza d'animo e un carisma che traspariva dagli occhi e dal modo in cui muoveva le mani.
Non è che non fosse consapevole delle proprie doti, è che per convenienza tendeva a nascondere la propria attitudine naturale ad essere bella di fronte all'opinione pubblica.
Non era una questione di insicurezza. Cristina di sicurezza ne aveva da vendere. Il punto è che volendo evitare l'amore, evitava di essere corteggiata.
Quel giorno di metà giugno compì però una leggerezza: con l'intento di apparire decente in mezzo ad una platea infinita di gente, diede libero sfogo alla propria femminilità. Alla cerimonia sfoggiò un tubino sulle tinte del marrone, scarpe e borsa color avorio, trucco delicato ma d'effetto.
Trascorse quella giornata di festa perdendosi tra il rinfresco e le danze obbligate, pensando che nient'altro le sarebbe accaduto.
Si sbaglio! Mentre Cristina cercava in tutti i modi di nascondere gli occhi nel piatto di turno, c'era qualcuno che ne rimase folgorato.
Si trattava del Direttore del albergo, un tal Direttore Moscow.
Questi era dodato di quella classica eleganza che ti frega o almeno così successe nel caso di Cristina.
Il Direttore Moscow si palesò solo a fine serata, quando ormai la sala da ballo era quasi deserta e gli invitati si erano già quasi tutti congedati.
Con una scusa si procurò il numero di telefono di Cristina.
Non perse tempo, subito l'invitò a trascorrere il seguito della serata insieme, ma Cristina sentendosi offesa dalla proposta impertinente del Direttore Moscow, rifiutò l'invito.
Questi continuò a cercarla: la cercò la mattina successiva, quando ormai Cristina era già di ritorno nella sua amata Bologna; la cercò nei giorni successivi, quando i festeggiamenti erano ormai lontani.
A Cristina piacevano le attenzioni che le rivolgeva il Direttore Moscow, ma seppè presto che, oltre alla distanza, a mettersi tra di loro c'era anche la presenza di una moglie ingombrante, la cui esistenza (come da copione) le venne svelata solo in seguito.
A quel punto cosa poteva fare Cristina? Aveva paura di amare perchè innanzitutto aveva paura che un giorno avrebbe dovuto fare a meno dell'amore.
Fu semplice. Il giorno del suo compleanno chiese al Direttore Moscow di farle un regalo speciale: gli chiese di cancellare il suo numero e di non cercarla più.
Il Direttore Moscow non esitò a mantenere la parola data e così da quel giorno i due non si senirono più.
Quel fragile sentimento si perse nel vento; in quello stesso vento che soffiava il giorno del loro incontro.
Da allora, quando c'è il vento Cristina continua a girarsi in vano nella speranza che il Direttore Moscow la sorprenda alle spalle e che con lui giunga anche l'amore nella sua vita.
18:22 Scritto da: ernestina82 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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