10/09/2011
Giada-Come te nessuno mai!
La mia migliore amica non poteva che essere un'anima selvaggia. Lei ha attraversato l'oceano con i piedi piccoli. La mia anima gemella è portatrice sana di leggerezza e buonumore. Ha la faccia nascosta da pensieri capricciosi. E' un uragano in festa che fuma come l'Etna. Quando rompe le scatole è ammorbante come Gigi D'Alessio in "Non dirgli mai" ma quando è felice, è coinvolgente come le tarantelle napoletane. Ha il sangue caldo come il sole delle sue parti. Va in giro con gli occhi minacciosi dei gatti e sulle dita delle mani indossa cheratina purissima macchiata da un velo rosso corallo. Le piacciono le cose di prima classe ma mi augoro per lei che non indossi mai una borsa di Aviero Martini. In realtà è una scugnizza cresciuta tra i vicoli di Napoli. Una fetente di rarissima specie. E' avvolgente come l'acqua salata del mare. Nella testa c'ha tanta di quella cazzimma da far tremare le bancarelle abusive dei mercati rionali. E poi è donna, una donna che indossa scarpe con tacchi a spillo leggermente abbondanti: magari spera ancora che l'età dello svezzamento non sia roba datata per lei. Ha tanti di quei difetti (è permalosa, possessiva, egocentrica e un po' vanitosa) ma sa donare l'anima. Mi ha sempre permesso di intrecciare i miei sogni con i suoi. Ha spalancato le sue braccia ai miei cattivi pensieri. Mi ha concesso di addormentarmi sul suo ventre quando ne avevo bisogno e di confidarle i segreti dei bambini.
Quella stronza della mia migliore amica mi ha lasciata andare: un giorno ha aperto la porta del presente e mi ha lasciata scappare via. Quella grandissima stronza della mia migliore amica ha fatto si che le piaghe della mia solitudine si asciugassero in silenzio al sole dei miei vent'anni. Ne sono passati di "secoli bui" nella mia testa e lei continuava ad esserci, comunque, tra i ricordi belli. L'ho odiata a parole a lungo perchè per andare incontro al suo domani, in mia presenza, davanti agli altri, indossava maschere ingombranti.
Lo stato di necessità ci ha separate, fino a quel giorno di maggio quando la mia pazzia è emersa in maniera più manifesta del solito e la sono andata a cercare. Era sempre la stessa: la solita principessina ribelle che aspetta la carrozza di Cenerentola alle 8.00 del mattino quando le puzza ancora l'alito di caffellattè. Speriamo che negli anni non sia diventata vegetariana: non me l'ha ancora confessato!
La voglio rivedere presto la mia gioia infinita, almeno quanto l'ho spedita all'infeno nel secolo XX. Spero che Roma le faccia battere il cuore sempre più forte; senza farle venire un infarto o un colasso improvviso: ora ci starei troppo male! Le voglio un bene dell'anima!
(DEDICATO ALL'AMICA DI UNA VITA)
17:24 Scritto da: ernestina82 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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