06/09/2011
La contesa: tra i panni di un ominicchio e un quaraquaquà
Il mio intento non è quello di soffermarmi sulle classificazioni umane. C'è chi prima di me l'ha fatto egregiamente: si pensi al grande Leonardo Sciascia, in "Il giorno della civetta", che ce ne ha lasciato un esempio magistrale.
Il mio obiettivo, in questa mattina piovosa di settembre, è quello di parlare della "piccolezza umana".
Trattasi di parole, che già fonicamete suonano male tra loro, ma che celano la loro vera miseria nel significato profondo di cui sono messaggere.
L'altro giorno sono incappata in un foglio ingiallito dal tempo, uno dei tanti "pizzini" di cui ho rempito le stanze che ho frequentato negli anni. C'era scritto: "Un altro giorno sta passando sopprimendo la voglia di scrivere mentre le campane chiassose festeggiano i nuovi laureati, ignari del proprio domani.."
Lo stavo dimenticando! Stavo dimenticando quello che so da una vita; un po' come si fa con le cose che si danno per scontato.
Per un attimo ho pensato che il senso di giustizia, che mi attanaglia cuore e mente, potesse veicolare solo attraverso le rifiniture minuziose della toga e non attraverso le cuciture più ardue e complesse dell'ars scribendi.
Mi sbagliavo! Mi sbagliavo da morire ! Perchè non c'è niente che ferisce come una parola a caldo! Non c'è niente che disarma quanto un discorso che va a segno!
Il punto è che c'ho un conto in sospeso col male! Non so se è stato lui a darmi la caccia per primo o s'è accaduto il contrario. So che quel cazzo di giorno, che mi ha messo le mani addosso, mi ha fatto morire. Ed io non c'ho messo tre giorni per risorgere: sono subito andata a cercarlo.
Ogni notte, in nome della giustizia, io sacrifico la mia vita: mando a puttane la famiglia, rinuncio all'amore, ai figli, ai piaceri effimeri che mi fanno incazzare.
Lo faccio perchè, non so bene chi, se il male o la giustizia, mi ha puntato fin da piccola. Perchè, da sempre, tra me e la "bilancia dei valori" , è in atto una sfida e qualcuno la deve spuntare. Non so chi tra noi due sarà più clemente. So che ce la metterò tutta per lasciare in mutande il mio nemico e per farlo tremare alla luce del sole.
Parola di? Di..giustizia?! No! Parola mia! Parola di una testa di cazzo, che vuole troppo male al "male vero" oppure si vuole troppo male per farlo campare in santa pace.
10:27 Scritto da: ernestina82 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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